GLOSSARIO DEI TERMINI ACUSTICI
ANDIL.
Associazione Nazionale dei Produttori Italiani di Laterizi.
ANIT.
Associazione Nazionale per l’isolamento termico ed acustico.
Apice,
pedice: segni, lettere o numeri diacritici posti in alto a destra
(apice) o in basso a destra (pedice) che accompagnano i simboli delle
grandezze acustiche e ne modificano il significato, utilizzati per
identificare le modalità di misura e di espressione a cui la
grandezza si riferisce che sono scritti in caratteri più
piccoli del simbolo a cui si accompagnano.
Esempio:
i simboli del potere fonoisolante (per via aerea) seguenti R,
Rw, e R’w identificano
rispettivamente:
• R
= potere fonoisolante di un divisorio, indica la differenza di
livello sonoro che il divisorio è in grado di mantenere fra
un ambiente disturbante e un ambiente ricevente in condizioni
controllate di laboratorio (senza trasmissioni laterali)
• Rw
= l’aggiunta del pedice “w”
significa che si tratta dell’indice di valutazione del potere
fonoisolante del divisorio misurato in laboratorio od ottenuto per
calcolo (senza trasmissioni laterali) che esprime il valore in
decibel della curva di riferimento a 500 Hz dopo spostamento della
curva secondo il metodo specificato nella norma ISO717,
• R’w
= l’aggiunta dell’apostrofo all’apice del simbolo
significa che l’indice di valutazione si riferisce alla misura
in opera della stessa grandezza ed è quindi comprensiva delle
trasmissioni laterali ed in questo caso lo si definisce come: indice
di valutazione del potere fonoisolante apparente.
Assorbimento
acustico. È il rapporto tra l’energia acustica
assorbita da una superficie e quella incidente; una superficie liscia
e dura riflette completamente il suono che la colpisce e nelle sale
di grandi dimensioni si forma l’eco mentre una superficie
porosa e assorbente riduce la riflessione del rumore all’interno
di un locale riducendo il tempo di riverberazione.
Calcolo
previsionale. Valutazione percorribile tramite relazioni normate
dall’UNI, software, sperimentazioni di laboratorio, collaudi in
opera, approntata alla ricerca della corretta stima delle prestazioni
isolanti delle partizioni edilizie che verranno poi misurate in
opera.
Calore
specifico. Caratteristica di un materiale espressa in kJ/kg°C
che rappresenta l’energia (calore) necessaria per innalzare di
1°C la temperatura dell’unità di peso.
Si
usa per conoscere il calore accumulabile da una partizione detta
capacità termica, conoscendo per ogni singolo strato di cui è
costituita: peso, temperatura media e calore specifico.
Comprimibilità.
Caratteristica di un materiale resiliente di deformarsi elasticamente
mantenendo gli spessori e le caratteristiche meccaniche originali.
Tale
valore può essere stimato da prove di laboratorio seguendo le
indicazioni contenute nella Norma UNI 12431.
Conducibilità
termica. Valore indicativo della capacità di trasmissione
del calore di un materiale. Viene espresso con il simbolo e
misurato in W/mK. I materiali per l’isolamento termico sono
caratterizzati da valori di conducibilità molto bassi ≤
0,10 W/mK.
Controparete.
Parete costruita in addossamento ad una parete esistente. Sono
definite pesanti, quelle costituite da materiali da costruzione
tradizionali, leggere, quelle costituite da lastre di gesso rivestito
montate su strutture metalliche o incollate in accoppiamento con
pannelli isolanti (placcaggio).
Correzione
acustica. Intervento di valutazione, analisi e soluzione di
problematiche relative ad una percezione dei suoni non uniforme
(problema tipico delle sale conferenze o dei cinema) causata da
errate geometrie o errata scelta dei materiali di rivestimento. La
bonifica di tale problema concede in seguito una percezione
estremamente fedele delle emissioni sonore all’interno del
locale trattato.
Decibel.
Unità di misura del livello sonoro, è il logaritmo del
rapporto tra la pressione misurata e la pressione minima di 0,00002
Pa corrispondente alla soglia minima di udibilità tenuta come
riferimento. Il decibel è un artificio matematico usato in
fisica per esprimere anche altre grandezze il cui campo di
variabilità è molto ampio. Questo sistema di misura non
consente però di apprezzare linearmente la somma o la
differenza di due suoni,se tangibilmente siamo capaci di distinguere
una misura di una corda da 10 m come doppia di una da 5 m, per il
livello sonoro misurato in decibel ciò non è più
possibile perché non si tratta di una misura lineare come il
metro ma logaritmica. Ne risulta che due suoni emessi
contemporaneamente da due sorgenti adiacenti ed uguali, ad esempio
due lavatrici che producono ciascuna un rumore di 60 dB, non danno
come risultato un rumore di 120 dB bensì di “soli”
63 dB. Usando come unità di misura la scala logaritmica dei
decibel il raddoppio della pressione sonora generato dalle due
lavatrici corrisponde ad un incremento di “soli” 3 dB.
Al rovescio si deve intendere che un isolamento che porta una
diminuzione di 3 dB non è poca cosa perché comporta una
dimezzamento della intensità sonora come si fosse spenta una
delle lavatrici! Un’altra “stranezza” del decibel è
quella che se le due lavatrici di prima emettono un rumore che
differisce una dall’altra di oltre 10 dB il suono risultante è
praticamente quello della lavatrice più rumorosa, se una
produce un rumore di 50 dB e l’altra di 60 dB il rumore totale
sarà di 60 dB.
Densità.
Rapporto tra il peso ed il volume di un corpo.
Desolidarizzazione.
Azione o tecnica costruttiva (ideale per gli interventi inerenti
l’isolamento acustico dei fabbricati) in cui si mantengono
isolati, anche introducendo materiali resilienti, elementi il cui
contatto consentirebbe la trasmissione delle vibrazioni e quindi del
rumore (fasce sotto tramezza, vedi FONOSTRIP, ed isolanti per il
calpestio, vedi FONOSTOPDuo e TRIO).
Dodecaedro.
Sorgente sonora omnidirezionale per la misura dell’isolamento
acustico dei rumori aerei.
DPCM.
Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Fonometro.
Strumento di misura del livello di pressione sonora costituito da un
microfono in grado di tradurre l’energia della vibrazione
acustica in segnale elettrico che opportunamente amplificato esprime
il livello del rumore in decibel lineari dB o dB L. Se il segnale
viene filtrato e corretto da opportuni filtri che riproducono le
“curve di sensibilità” dell’orecchio umano;
per diverse intensità sonore, ne vengono usati tre tipi:
• A,
quello che imita la sensibilità dell’orecchio per
livelli sonori da 0 a 55 dB
• B,
per i livelli compresi tra 55 e 85 dB
• C,
per i livelli superiori ad 85 dB
ne
esiste anche un quarto tipo il D che viene usato per valutare il
disturbo causato dai rumori degli aeroplani. Il livello misurato dal
fonometro fornito di filtri viene allora espresso non più in
dB L ma rispettivamente in dB(A), dB(B) e dB(C) detti decibel
ponderali cioè che tengono conto della sensibilità
dell’orecchio umano come se al posto del fonometro per misurare
il suono si fosse usato l’orecchio. Il DPCM 5/12/1997
stabilisce che i dB lineari, cioè il fonometro senza filtri di
ponderazione, vengano usati per misurare la prestazione di isolamento
di una parete divisoria, di una facciata o di un solaio mentre i
dB(A) per apprezzare il disturbo causato dagli impianti.
Fonosmorzante.
Elemento che riduce le vibrazioni causate dalla trasmissione
sonora.
Frequenza
critica. Frequenza del suono alla quale una parete vibra con onde
di flessione aventi ritmo (frequenza) eguale a quello del suono
incidente su di essa e alla cui frequenza detta “coincidente”
si determina una caduta delle capacità isolanti della parete
con conseguente elevata trasmissione del rumore. Ogni parete in
funzione del suo peso e rigidezza entra in risonanza ad una frequenza
critica alla quale si verifica l’effetto coincidenza che è
tipica della parete. Alla frequenza critica il potere fonoisolante
della parete si scosta dalla legge di massa e si ha un buco di
isolamento che si deve evitare che cada nel campo delle frequenze
dove l’orecchio è più sensibile. Nel caso di
pareti doppie si ha risonanza quando entrambe hanno la stessa
frequenza critica e in tal caso il difetto di isolamento è più
elevato di quello di una parete singola di pari peso, per questo si
consiglia di elevare pareti di diverso peso. Il riempimento
dell’intercapedine con isolanti fibrosi dissipando parte
dell’energia riduce l’entità della perdita di
isolamento alla frequenza critica specialmente quando le pareti sono
eguali.
Frequenza
di risonanza. Si formano dei fenomeni di risonanza supplementare
con caduta del potere fonoisolante a frequenze che dipendono dalle
dimensioni della parete. Per pareti pesanti monostrato di dimensione
superiore a 10 m2 le frequenze di risonanza sono così
basse da non essere udibili e si ritengono trascurabili rispetto alla
caduta di isolamento che si verifica alla frequenza critica. Nel caso
delle vetrate, che hanno dimensioni ridotte, il fenomeno è più
importante e sensibile, per cui si considera sia la perdita di
isolamento alla frequenza di risonanza sia la caduta più
importante che avviene alla frequenza critica.
Per
le pareti doppie rappresentabili dal modello meccanico costituito da
due masse, le pareti, separate da una molla, lo strato d’aria
racchiuso tra di esse, la perdita di isolamento alla frequenza di
risonanza del sistema è più alta di quella di una
parete semplice dello stesso peso e pertanto si prevede con il
calcolo la distanza ottimale fra le due pareti affinché la
frequenza di risonanza resti nel campo delle basse frequenze non
udibili. Anche lo strato d’aria racchiuso
dall’intercapedine fra due pareti può essere sede di
risonanze dovute al suo volume che vengono ridotte dal riempimento
della stessa con materiali fibrosi.
Indice
di valutazione (delle prestazioni isolanti delle partizioni). I
requisiti acustici imposti dal DPCM 5/12/1997 per le partizioni
edilizie sono indici di valutazione. Si determinano con il calcolo
conforme norma UNI EN ISO 717 parte 1 e 2:1997 sia per l’isolamento
dei rumori aerei (717-1) che per i rumori di calpestio (717-2) degli
edifici e di elementi di edificio, allo scopo di convertire i
risultati delle misure dell’isolamento acustico eseguite in
funzione della frequenza per bande di terzo di ottava o di ottava
(riportate in un grafico chiamato curva sperimentale) in un indice di
valutazione che sintetizzi, con un valore singolo in dB, la
prestazione isolante della partizione edilizia e consenta un rapido e
pratico confronto delle prestazioni di partizioni diverse. Per
determinare l’indice, la norma ha stabilito i valori di
riferimento in dB per ogni fascia di frequenze che riportati sul
grafico decibel/frequenze disegnano una curva di riferimento (curva
limite) che ha la forma di una linea spezzata in tre tronconi che poi
viene traslata parallelamente a se stessa sul grafico della curva
sperimentale fino a che lo scostamento fra valori misurati e valori
di riferimento non rientra nei limiti fissati dalla norma. A quel
punto resta individuata una e una sola curva di riferimento che
rappresenta la prestazione di isolamento acustico della partizione il
cui valore in dB a 500 hz ne costituisce l’indice.
Inquinamento
acustico. Esposizione a livelli di rumorosità dannosi per
l’apparato uditivo (livelli elevatissimi per periodi ristretti,
livelli elevati per lunghi periodi), derivanti da sorgenti sonore di
differente tipo (traffico veicolare 70 dB, macchinari 100-105 dB o
altro).
Isolamento
acustico standardizzato di facciata (indice): D2m,nTw.
isolamento acustico di facciata di rumori aerei, generati all’esterno
dell’edificio, espresso in dB lineari come indice dello stesso,
che identificato dal simbolo D2m,nTw rappresenta la
differenza di livello sonoro, misurata in opera, che la facciata è
in grado di determinare fra l’ambiente esterno dove viene posta
una sorgente sonora e un vano interno delimitato dalla facciata
stessa. Se il suono producibile dall’altoparlante usato per la
prova è sovrastato dal rumore presente nell’ambiente
esterno, la sorgente sonora della misurazione in opera sarà
costituita dal rumore del traffico prevalente. Il DPCM 5/12/1997 ha
fissato i valori minimi di D2m,nTw per l’isolamento
delle facciate.
Isolamento
acustico delle partizioni orizzontali e verticali degli edifici.
Riduce la trasmissione del rumore aereo e di calpestio tra ambienti
separati da una partizione (pareti e solai) edilizia.
Lamina
fonoimpedente. Lamina la cui funzione è di ottimizzare la
prestazione acustica delle partizioni otturando le porosità di
cui un manufatto edilizio può difettare ristabilendone la
continuità, per riportarne il comportamento acustico prossimo
a quello previsto dal calcolo previsionale (vedi TOPSILENT).
Lamina
fonoresiliente. Strato resiliente di forma laminare per la
riduzione dei rumori d’urto.
Legge
di frequenza. Legge sperimentale usata per valutare il potere
fonoisolante dei rumori aerei di pareti e solai, per la quale
l’isolamento della partizione considerata è tanto
maggiore quanto è più elevata la frequenza del rumore
incidente sulla partizione. La legge stabilisce che a 500 Hz una
parete di 100 Kg/m2 ad una frequenza di 500 Hz abbia un
potere fonoisolante di 40 dB e che ad ogni raddoppio e dimezzamento
della frequenza il potere fonoisolante aumenti o diminuisca di 4 dB.
Legge
di massa. Legge sperimentale, usate per valutare il potere
fonoisolante dei rumori aerei di pareti e solai, in cui l’aumento
della massa areica determina un aumento dell’isolamento della
partizione considerata. La legge stabilisce che a 500 Hz una parete
di 100 Kg/m2 abbia un potere fonoisolante di 40 dB e che
ad ogni raddoppio e dimezzamento della massa il potere fonoisolante
aumenti o diminuisca di 4 dB.
Livello
di rumore di calpestio di solai Ln.
• L’n,w
normalizzato (indice). Isolamento dei rumori di calpestio fra
ambienti misurata in opera su di un solaio finito ,completo di
pavimentazione ed isolamento, espresso come indice in dB lineari, che
rappresenta il rumore, trasmesso per via diretta e per via laterale,
che si misura nell’ambiente ricevente (anche viciniore sullo
stesso piano) quando sul pavimento del solaio sovrastante è
accesa la macchina del calpestio che lo percuote. Il DPCM 5/12/1997
ha fissato i valori massimi di L’n,w per i solai di
separazione fra unità immobiliari distinte.
• Ln,w,eq:
equivalente normalizzato (indice): livello dei rumori di calpestio,
trasmessi solo per via diretta, da un solaio nudo, privo del
pavimento e del massetto galleggiante sul materiale resiliente,
espresso come indice in dB lineari, misurato in laboratorio o
ricavato con il calcolo, nelle condizioni di prova sopraccitate.
• ∆Lw:
attenuazione del livello dei rumori di calpestio (indice): espressa
come indice in dB lineari, caratteristico di un massetto galleggiante
di peso definito e del tipo di materiale resiliente considerato,
viene misurato in laboratorio od ottenuto per calcolo conoscendo la
rigidità dinamica del materiale resiliente. Rappresenta il
contributo di isolamento apportato al solaio nudo dal massetto
galleggiante.
Macchina
del calpestio. Apparecchiatura, usata per misurare l’isolamento
dei rumori di impatto dei solai, le cui caratteristiche sono
prefissate dalle norme, munita di 5 martelli metallici mossi da un
albero a camme che colpiscono alternativamente il pavimento del
solaio in prova. Il rumore causato dalla macchina viene misurato
nell’ambiente sottostante in decibel lineari dB L.
Massa
areica. Rapporto tra il peso di un elemento e la sua superficie
unitaria in genere espresso in Kg/m2.
Materiali
assorbenti. Materiali porosi o fibrosi usati per il rivestimento
delle superfici di pareti e soffitti delle sale di ricevimento o
spettacolo in grado di assorbire il suono incidente su di essi usati
per la correzione acustica delle sale stesse. Alcuni materiali
assorbenti vengono usati anche come riempimento delle intercapedini
di pareti doppie e dei controsoffitti per migliorarne l’isolamento
acustico. Sono materiali di consistenza fibrosa o porosa che
attraverso la resistenza imposta al passaggio dell’aria,
(r=resistività al flusso d’aria dipendente dalla densità
del materiale) impongono all’emissione sonora una perdita di
energia dissipata per attrito (calore).
Misura
di laboratorio. Procedimento di misura strumentale
dell’isolamento acustico delle partizioni orizzontali e
verticali e della rumorosità degli impianti eseguita in
laboratorio conforme metodi di prova normalizzati i cui risultati
sono usati per la previsione progettuale dell’isolamento degli
edifici conforme metodi di calcolo normalizzati.
Misura
in opera. Procedimento di misura strumentale dell’isolamento
acustico delle partizioni orizzontali e verticali e della rumorosità
degli impianti eseguita nell’edificio per il collaudo dei
requisiti acustici conforme i metodi di prova normalizzati previsti
dal DPCM 5/12/1997.
Pavimento
o massetto galleggiante. Tecnica costruttiva, ritenuta allo stato
attuale dell’arte la migliore soluzione per il corretto
isolamento dai rumori di calpestio negli edifici, dove il pavimento
non appoggia direttamente sul solaio ma su di un massetto cementizio
di 4÷6 cm, completamente scollegato dalle pareti perimetrali,
steso su di uno strato di materiale elastico sottile (4÷20 mm)
posato sul solaio.
Pedice:
vedi “Apice, pedice”.
Percezione
uditiva. L’orecchio umano trasforma le variazioni di
pressione dell’aria in percezioni uditive che non dipendono
unicamente dalla pressione ma anche dalla frequenza con cui avvengono
le variazioni di pressione atmosferica.
Mentre
il microfono dello strumento di misura del livello sonoro misura
fedelmente la pressione sonora a qualsiasi frequenza, l’orecchio
è uno strumento imperfetto che avverte i suoni che hanno una
frequenza compresa fra 20 e 15.000 Hz con una sensibilità più
elevata nel campo di frequenze comprese fra 500 e 5.000 Hz.
Nella
“zona di sensibilità” l’orecchio è
più sensibile ai suoni di alta frequenza rispetto quelli di
bassa frequenza ed ad esempio percepisce come uguali un suono di 35
dB emesso con una frequenza di 4.000 Hz ed un suono di 90 dB emesso a
20 Hz. La diversa sensibilità dell’orecchio alle varie
frequenze è rappresentabile sul grafico intensità/frequenze,
definito come audiogramma normale, da delle curve di eguale
sensazione (isosensibilità) dette “curve di sensibilità”
con differenze più marcate per i suoni di bassa intensità
che man mano si annullano per i suoni di intensità superiori
ad 85 dB. A 1.000 Hz, una frequenza di buona sensibilità
dell’orecchio, il livello sonoro fisiologico percepito
dall’orecchio sulle curve di sensibilità coincide
esattamente con il livello fisico misurabile con lo strumento.
Per
lo stesso motivo l’orecchio ha una “soglia di udibilità”
del suono che varia con la frequenza dello stesso e ad esempio è
in grado di sentire un suono di 8 dB emesso a 250 Hz ma non sente un
suono di 50 dB emesso a 31 Hz. Anche in edilizia nel progettare o nel
giudicare l’isolamento acustico di una parete o di un solaio si
tiene conto di come l’orecchio umano percepisce il suono.
L’orecchio
non è in grado di sopportare suoni di intensità più
elevata di un livello di 120 dB detto “soglia del dolore”
che provocano sensazioni dolorose.
Ponti
acustici. Collegamenti rigidi tra elementi facenti parte di un
sistema che non ne consentono il completo disaccoppiamento e
trasmettono le vibrazioni, a causa di tali difetti costruttivi tutte
le prestazioni acustiche degli elementi vengono diminuite.
Ponti
termici. Elementi di discontinuità di una partizione
edilizia, caratterizzati da una resistenza termica notevolmente
inferiore e una temperatura sostanzialmente diversa di quella del
componente edilizio in cui sono inseriti, che sono sede di una
trasmissione più elevata del calore e di condensazioni
invernali del vapore acqueo generato all’interno dell’edificio.
Potere
fonoisolante (indice): Rw e R’w. Prestazione
dell’isolamento acustico di una partizione (pareti e solai) dei
rumori aerei, generati all’interno dell’edificio,
espresso in dB lineari come indice dello stesso, che identificato dal
simbolo Rw rappresenta la differenza di livello del rumore che la
partizione è in grado di determinare in laboratorio fra la
camera dove lo si genera e la camera ricevente, completamente
scollegate tra loro, quando il rumore passa per sola trasmissione
diretta attraverso di essa. Se invece è identificato dal
simbolo R’w rappresenta l’isolamento acustico per via
aerea fra ambienti separati dalla partizione considerata cioè
la differenza di livello del rumore che la partizione inserita nel
contesto edilizio è in grado di determinare in opera fra la
camera dove lo si genera e la camera ricevente quando il rumore la
attraversa sia per via diretta sia per via laterale attraverso le
partizioni confinanti. Vale sempre la relazione Rw≥R’w
perché la trasmissione laterale del rumore diminuisce la
prestazione isolante della partizione quando questa è montata
in opera. Il DPCM 5/12/1997 ha fissato i valori minimi di R’w
per gli elementi di separazione fra unità immobiliari
distinte.
Requisiti
acustici passivi degli edifici. Titolo del DPCM 5/12/97; Decreto
attuativo della Legge Quadro sull’inquinamento acustico n°
447 del 1995 che riporta i livelli massimi del rumore degli impianti
a funzionamento continuo e discontinuo e del calpestio dei solai e
stabilisce le proprietà isolanti minime della muratura di
facciata e delle pareti divisorie fra due unità immobiliari
distinte, misurati in opera, facenti parte di tutti quegli edifici
previsti nella tabella A dell’allegato A dello stesso decreto.
Resistenza
termica. L’inverso della trasmittanza della partizione
rappresenta la resistenza termica della stessa ed è il
risultato della sommatoria delle resistenze termiche di ogni singolo
strato che la costituisce, comprensiva delle resistenze liminari
interna ed esterna, per ognuno dei quali dipende dal rapporto fra lo
spessore dello strato s e la conducibilità termica
del materiale di cui è formato.
Rigidità
dinamica: s’. Parametro intrinseco di un materiale
resiliente, usato per il calcolo previsionale dell’attenuazione
del livello dei rumori di calpestio ∆Lw, che è
rappresentato dal simbolo s’ che rappresenta la costante
elastica del materiale resiliente usato per i pavimenti galleggianti
che costituisce la molla del sistema massa-molla, appoggiato su di un
supporto (solaio) considerato rigido, che rappresenta il
comportamento del massetto galleggiante sul materiale isolante, il
quale, assieme al peso della massa (massetto) che grava sulla molla,
è in relazione con la frequenza naturale di oscillazione
libera del sistema. È definita come il rapporto tra la forza
dinamica e lo spostamento dinamico, si misura in MN/m3 e
la si può valutare attraverso la norma UNI EN 29052/1 dopo
aver determinato la rigidità dinamica apparente s’t
con la stessa norma e solo se se si conosce anche la resistenza al
flusso d’aria r, del materiale resiliente determinata conforme
la norma ISO 9053. I materiali rigidi hanno una rigidità
dinamica elevata che sotto il relativo basso carico unitario del
massetto (8÷12 grammi/cm2) determina un isolamento
insufficiente mentre, entro limiti ben definiti di non eccessiva
comprimibilità, i materiali più soffici come
FONOSTOPDuo hanno rigidità dinamica più bassa che
proporzionata al basso carico unitario del massetto determina un buon
isolamento.
Rigidità
dinamica apparente: s’t. Si misura in
MN/m3, è rappresentato dal simbolo s’t
e si ottiene per calcolo attraverso la norma UNI EN 29052/1 dopo la
misura della frequenza di risonanza, conforme norma ISO 7626-2 oppure
ISO 7626-5, del sistema massa-molla dove la massa è una
piastra di acciaio di 8±0,5 Kg e la molla è il
materiale resiliente in esame. Si definisce apparente e non può
essere usata per il calcolo previsionale perché si misura
anche il contributo della rigidità dinamica dell’aria o
del gas contenuto nel materiale rappresentata dal simbolo s’a.
Risonanza.
Fenomeno per cui in particolari condizioni l’ampiezza delle
vibrazioni di un materiale o di un sistema sollecitato da forze
periodiche assume valori particolarmente elevati che determinano una
caduta delle capacità di isolamento.
Rumore
aereo. Rumore che si genera nell’aria e viene trasmesso
attraverso la variazione di pressione dell’aria (ad esempio il
parlato, ed rumori di apparecchi televisivi o radiofonici).
Nell’edificio si distinguono quelli provenienti dall’esterno,
rumore del traffico ecc., il cui isolamento riguarda la facciata del
fabbricato, da quelli che si generano dalle attività svolte
all’interno dell’edificio, apparecchi radiotelevisivi,
conversazione degli abitanti ecc. il cui isolamento riguarda le
partizioni verticali ed orizzontali divisorie delle diverse unità
immobiliari dell’edificio.
Rumore
di calpestio, da impatto, d’urto. In senso generale con il
termine si definiscono i suoni impattivi cioè i rumore causati
all’interno dell’edificio da impatto meccanico di un
elemento edilizio che viene trasmesso direttamente dalle vibrazioni
degli elementi strutturali dell’edificio (ad esempio: i colpi
di martello per fissare un chiodo sulla parete, il trascinamento
delle sedie o dei mobili sui pavimenti). La fonte più comune è
costituita dal calpestio dei passi sul pavimento dei solai. In senso
stretto definisce anche il rumore d’urto generato dalla
“macchina del calpestio”.
Rumore
di fondo. Il livello e lo spettro sonoro presente normalmente in
un ambiente interno od esterno caratterizza acusticamente sia la zona
considerata che le diverse attività umane ed è
definibile come “rumore di fondo”. Il livello sonoro
causato dal traffico è elevato ed è tipico dei centri
urbani lo stesso quello presente in alcuni ambienti industriali che
vengono considerati rumorosi mentre definiamo come silenziosa una
zona rurale. La considerazione del rumore di fondo è
importante anche per l’isolamento acustico delle partizioni
edilizie si pensi all’isolamento della facciata in un ambiente
di traffico intenso o vicino ad un aeroporto. Il rumore di fondo
spesso è variabile nelle ore della giornata, si pensi alla
rumorosità inferiore del traffico nelle ore notturne. Il
livello del rumore di fondo maschera i suoni di intensità più
bassa che contemporaneamente si producono nello stesso ambiente ed è
per questo che di giorno non sentiamo il suono della televisione del
vicino ma di notte ci disturba perché il livello del rumore di
fondo si abbassa al di sotto di quello della televisione del vicino.
Il livello del rumore di fondo può essere paragonato al
livello dell’acqua di un torrente che nei periodi di piena fa
apparire la superficie dell’acqua liscia e regolare mentre nei
periodi di magra emergono i massi del fondo del torrente che
rappresentano le sorgenti dei rumori che invece non sono diminuiti di
intensità. Anche una variazione dello spettro sonoro del
rumore di fondo può far emergere un suono disturbante perché
l’orecchio umano ha la capacità di individuare
qualitativamente un suono specifico di diversa composizione in
frequenza anche se questo ha un livello quantitativamente inferiore.
La misura del rumore di fondo è una operazione che viene
sempre eseguita nell’ambiente ricevente/disturbato per valutare
la fattibilità delle misure dell’isolamento acustico
degli edifici e determinare le correzioni da apportare ai livelli
acustici misurati alle varie frequenze. Nella misura dell’isolamento
della facciata si esegue anche all’esterno nell’ambiente
emittente/disturbante per stabilire se impiegarlo o meno come
sorgente.
Rumore
degli impianti. Rumore determinato dal livello sonoro degli
impianti a funzionamento continuo (ad esempio il ventilconvettore) ed
a funzionamento discontinuo (ad esempio gli scarichi o l’ascensore)
il cui disturbo viene misurato in dB(A) ed i cui limiti
rispettivamente LAeq e LASmax sono stati
fissati dal DPCM 5/12/1997 come valori da misurare in opera
nell’ambiente maggiormente disturbato purché diverso da
quello in cui si origina il rumore.
Sistema
massa-molla-massa. Modello di sistema fisico in cui due masse
vengono mantenute disaccoppiate attraverso una molla interposta.
Nell’isolamento acustico in edilizia esemplifica il
comportamento delle pareti doppie (le masse) separate da una lama
d’aria (la molla) che può o meno essere riempita da un
materiale assorbente,in genere di costituzione fibrosa.
Sistema
massa-molla. Modello di sistema fisico in cui una massa
(massetto) è caricata su di una molla appoggiata su di un
supporto (solaio) considerato rigido. Nell’isolamento acustico
in edilizia esemplifica il comportamento del massetto galleggiante
sul materiale resiliente dove quest’ultimo rappresenta la molla
del sistema.
Strato
resiliente. Si definisce strato resiliente uno strato di
separazione elastico fra elementi rigidi la cui caratteristica
principale è quella di non permettere la trasmissione delle
vibrazioni nella struttura dell’edificio causate da urti (ad
esempio: calpestio) sulle partizioni dello stesso.
Suono
e rumore. Sensazione dell’organo umano dell’udito
sollecitato dalla variazione della pressione dell’aria generata
dalla vibrazione di un corpo, laringe umana, altoparlante, lamiera
metallica, ecc. di caratteristiche (frequenza e livello) tali da
essere udita dall’orecchio umano. Esso è caratterizzato
dal livello della pressione, misurato in decibel (dB) e dalla
frequenza, numero al secondo, con cui avvengono le variazioni della
pressione attorno a quella atmosferica espressa in herz (Hz).
L’insieme di suoni di caratteristiche tali da risultare
sgradevole all’orecchio umano viene comunemente definito come
“rumore”, ma specialmente in edilizia è più
consono definirlo come “suono indesiderato”, non a tutti
piace sentire una sinfonia di Beethoven che il vicino ascolta alle
una di notte, ma nessuno potrebbe definire una sinfonia come un
rumore.
Tempo
di riverberazione. Volgarmente detto “effetto eco”,
misura il tempo necessario affinché un segnale sonoro
diminuisca la sua energia di una percentuale considerevole. La
verifica del tempo di riverberazione si esegue nei locali di grandi
dimensioni dove tempi troppo lunghi impediscono l’intelligibilità
della parola o della musica. La misura è obbligatoria per gli
edifici scolastici e i limiti sono quelli riportati nella circolare
del Ministero dei lavori pubblici n. 3150 del 22/05/1967.
Tenuta
stagna. Caratteristica di un materiale, una tecnologia od un
sistema costruttivo, che garantisce l’impermeabilità ai
fluidi (ivi considerata l’aria).
Trasmissione
diretta. Percorso principale del rumore attraverso la partizione
Trasmissione
laterale. Propagazione indiretta del rumore attraverso le
connessioni rigide delle partizioni confinanti con la partizione
dell’edificio che ne causa una diminuzione del potenziale
isolamento prevedibile o previsto per sola trasmissione diretta.
Trasmittanza:
U. Valore numerico espresso in W/m2K che esprime
per unità di superficie la quantità di calore disperso
da una partizione edilizia in 1 ora quando la differenza di
temperatura fra i due ambienti che divide la partizione è di
1°C. La conoscenza della trasmittanza è usata per il
dimensionamento degli impianti termici poiché ci informa sulle
calorie disperse ad esempio da una parete di facciata in inverno;
moltiplicando la trasmittanza per la differenza di temperatura
esistente fra l’ambiente interno riscaldato e l’ambiente
freddo esterno si riesce a calcolare quanta energia termica disperde
quella partizione in 1 ora. Minore è tale valore maggiore sarà
la Resistenza Termica R e quindi l’isolamento termico
dell’elemento considerato. La trasmittanza termica è
definita come l’inverso della resistenza termica. Per il
contenimento energetico degli edifici il valore della trasmittanza
delle partizioni edilizie per ogni zona climatica è soggetta a
limiti di legge recentemente aggiornati dal D.lgs. 192 del
19/08/2005.
Ultrasuono,
infrasuono. Suoni non udibili dall’uomo perché di
frequenza superiore o inferiore alla zona di sensibilità
dell’orecchio. Gli animali spesso distinguono sia ultra che
infrasuoni che gli umani non avvertono e in alcuni casi sono in grado
di emetterli come richiamo o per orientarsi e catturare le prede.
Sono definiti ultrasuoni quelli che hanno una frequenza superiore a
15.000 Hz mentre gli infrasuoni sono quelli che hanno una frequenza
inferiore a 20 Hz.
Velocità
di propagazione del suono. Il suono si diffonde solo attraverso
quello che viene definito come il “mezzo di propagazione del
suono” che può essere di natura completamente diversa:
aria, acqua, metalli, materiali da costruzione, ecc. Se non è
presente il mezzo il suono non può diffondersi, nel vuoto ad
esempio non si avvertono suoni. La velocità con cui si “muove”
il rumore dipende dal mezzo in cui avviene. Nell’aria la
velocità di propagazione è ca. 340 m/s, nei materiali
da costruzione si arriva anche a 5.000 m/s (5.000 m/s per l’acciaio,
3.000 m/s nei laterizi, molto minore per gli isolanti).
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